Che tra i due non scorra buon sangue da tempo è noto, eppure due sotto alcuni aspetti si somigliano
Dopo settimane di campagna elettorale, l’atteso endorsment di Taylor Swift per la candidata democratica Kamala Harris è arrivato puntuale. Tra tentati attentati e ritiri in corsa, lo schierarsi della pop star più potente del pianeta sul lato democratico non è di certo una sorpresa. Eppure, l’ex presidente Donald Trump sembrava paradossalmente sperare in un colpo di scena, almeno stando ad alcune dichiarazioni delle scorse settimane, quando si era detto convinto del sostegno della cantante, forte della propria firma sul “Music Modernization Act”, legge approvata nel 2018 che ha portato a una profonda revisione delle normative sul diritto d’autore, modernizzando il sistema di royalty e licenze per venire incontro agli artisti nell’era dello streaming.
Il post della Swift ha poi fugato ogni dubbio e dopo un iniziale silenzio, la risposta di Trump è arrivata, prima con il lancio di un proprio merchandising per la campagna elettorale a parodia dell’”Eras Tour” e poi con il post al vetriolo sul social Truth: “Io odio Taylor Swift”, ha scritto senza mezze misure. Che tra i due non scorra buon sangue da tempo è noto, basti pensare che fu proprio contro Trump che la Swift si schierò per la prima volta pubblicamente proprio nel 2018, abbandonando il silenzio politico in cui si era sempre trincerata. Eppure, i due sotto alcuni aspetti si somigliano: entrambi idoli di folle pronti a seguirli senza batter ciglio, entrambi simboli di un’epoca in cui i social contano sempre di più.
di Federico Arduini

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