All’indomani della fine della cinquantesima edizione del Premio Tenco, viene naturale porsi alcune domande sul futuro della canzone italiana
Si è conclusa ieri, dopo un’intensa tre giorni, la cinquantesima edizione del Premio Tenco, la rassegna della canzone d’autore italiana. Come ogni anno, nella splendida cornice del Teatro Ariston di Sanremo, sono saliti sul palco alcuni dei più grandi nomi del cantautorato nostrano, tra premiati e ospiti, celebrando sia le Targhe Tenco che i Premi Tenco. Sono stati giorni di musica, ma anche di inevitabili riflessioni sullo stato di salute della canzone d’autore nel nostro Paese e, soprattutto, sul suo futuro.
Se da una parte i numeri della musica in Italia sono in crescita, con gli artisti mainstream sempre più presenti nelle classifiche radiofoniche e sulle piattaforme di streaming, e concerti pieni di pubblico, lo stesso non si può dire per quel mondo – purtroppo ormai parallelo – di arte, musica e spesso profondità, che fatica a trovare spazi di risonanza e luoghi di visibilità. Si diffonde così il luogo comune secondo cui non esisterebbero più giovani cantautori, che la musica “di un certo tipo” in Italia non si fa più, e che non ci siano alternative al mainstream. Tutte falsità.
Il vero problema è far conoscere questo mondo: trovare palchi per i giovani – o meno giovani – cantautori, e piattaforme, radio e giornali che li raccontino. Il discorso è sempre lo stesso: se il pubblico non sa dell’esistenza di qualcosa, non può sapere se potrebbe apprezzarlo. C’è chi sostiene che non si fa più musica suonata, che in televisione e ai concerti si usano sempre più basi e affini, e che senza esempi di un certo tipo, come verrebbe in mente a un giovane di prendere in mano una chitarra e scrivere? Vero, ma solo in parte. Se è fondamentale riportare la musica suonata al centro dell’intrattenimento, e insegnare i cantautori nelle scuole come i poeti del passato, è altrettanto vero che si può fare cantautorato anche senza necessariamente imbracciare una chitarra.
L’invito è uno: uscite dagli schemi. Cercate nei bar e nei locali – se ancora ci sono – vicino a casa vostra, esplorate lo streaming per trovare nuove canzoni da affiancare ai grandi del passato. Noi vi daremo qualche spunto nei prossimi giorni. Tenete d’occhio, e d’orecchio, il nostro Spotify.

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