Ti è mai capitato di pensare che forse i migliori anni della tua vita dedicati allo studio, le ore tolte al sonno, i viaggi infiniti in treno o i voli low cost per tornare dai parenti durante le feste, siano stati una bellissima esperienza – cioè, per carità, wow, ho imparato così tanto – ma che non abbiano avuto veramente nessunissimo senso arrivati a questo punto?
Dove abbiamo sbagliato? E chi lo sa, vorrei tanto dare la colpa a qualcuno se a trent’anni ci troviamo a implorare per una casa e a guardare sul cess:O video di tutorial su come guadagnare extra, fatti da ultra diciottenni mentre tu, delicatamente, ti pulisci il culett:O con le tue due lauree e il master (per la pipì).
Non per abbassare il morale di nessuno, e nemmeno per parlare sempre di sta povera città che alla fine ha accolto tutti negli anni 80 e mo viene trattata come la peggio prostituta di Viale Zara, ma parliamone: Milano. Ma che ci venite a fare ancora? Ma cosa vi aspettate?
Lasciamo perdere gli affitti, che occupano più del 50% dello stipendio medio di un povero cristo qualsiasi che non studia alla Bocconi. Lasciamo perdere il costo della vita diventato proibitivo in molte delle principali città italiane. Lasciamo anche perdere il fatto che ce ne stiamo lamentando ma non facciamo veramente nulla.
La domanda è una sola: ha ancora senso oggi, in Italia, spostarsi per studiare?
Ha ancora senso privarsi della famiglia, degli amici, del cibo, dei soldi per comprarsi una pizza, solo per seguire un sogno? Ma di quale sogno parliamo? 1500 euro al mese per 40 ore a settimana, senza alzare la testa dal computer per poi sorridere amaramente ai colleghi durante la pausa pranzo?
Non siamo stanchi di vedere persone tornare nel loro paesino d’origine perché “che futuro posso costruirmi qui?” E non siamo stanchi di vedere migliaia di persone ogni anno salutare i genitori in lacrime perché “qui che futuro potrei mai avere”?
Ma noi, oggi, dove cazz:o lo troviamo un futuro?
Facile, all’estero.
Il divario salariale rispetto alle principali città europee è talmente evidente da metterci totalmente in ridicolo.
Sì, lo sappiamo già. All’estero si guadagna di più ma si spende anche di più.
No. A Berlino lo stipendio medio netto si aggira tra i 2.300 e i 2.500 euro, un bilocale nel centro (ripetiamolo insieme, centro) di Berlino costa tra 1.000 e 1.300 euro.
Altro esempio? Madrid. Stipendio medio netto: 1.800-2.000 euro. Bilocale nel centro di Madrid, tra i 1.100 e 1.400 euro.
E ci faccio un favore non prendendo come riferimento città del Nord Europa. Davvero, per oggi tisanina e a letto.
I fattori (alcuni) di questo divario, sono da ricercare nella minore produttività del sistema economico italiano (in parole povere, la MALA…GESTIONE), e il peso delle piccole e medie imprese, che offrono salari più bassi e meno opportunità di crescita professionale (In italiano, boomer megalomani che gestiscono tutto totalmente a caso).
Rispetto alla media europea, l’Italia si colloca nelle ultime posizioni per quanto riguarda gli aumenti salariali e la crescita economica, con una retribuzione oraria media di circa 21,2 euro, rispetto ai 25,5 euro della zona euro (*mooney.it).
La conclusione è amara.
Anni fa hai salutato zia Claretta e nonna Susanna, hai detto addio alle scacce e alle pizze fritte, hai guardato il mare con nostalgia, sognando quell’ufficio all’ultimo piano con vetrate, proprio come nei migliori film anni 90 (in cui quasi sempre quello che faceva affari era un uomo, ma non divaghiamo).
Oggi ti ritrovi a fare una scelta ancora più difficile: tornare a casa e ammettere che non è servito a niente o, allontanarti ancora di più e sperare che qualcosa cambi.

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