Trump presidente, due righe in libertà

Donald Trump ha vinto ed è ufficialmente il 47esimo presidente degli Stati Uniti d’America

Lo avrete letto anche su i muri, ma per chi vivesse sulla luna o in una bolla spazio temporale lo ribadiamo: Donald Trump ha vinto ed è ufficialmente il 47esimo presidente degli Stati Uniti d’America. 

Sono stati spesi fiumi d’inchiostro da una parte e dall’altra della barricata anche qui da noi, chi festeggiando, chi profetizzando e chi cercando di trovare un senso in quanto accaduto. 

Perché se tutta quella gente, di ogni classe sociale, ha votato in massa Trump non può essere solo tutto spiegato con un “eh ma son americani”, “Eh ma il populismo”, sempre e rigorosamente dall’alto di una torre d’avorio auto eretta di pseudo superiorità morale e culturale. E non può neanche esser tutto messo sulle spalle degli errori della campagna democratica (che sono stati parecchi).

E se è vero che stiamo parlando pur sempre di campagna elettorale con tutto quanto entra in gioco in questi casi, la ragione di quanto successo forse è più profonda: una parte politica non fatica da tempo solo a parlare alla gente, fatica proprio farsi ascoltare. Al di lá dell’oceano, come qui da noi. E un po’ di snobbismo in meno avrebbe aiutato. Forse è il caso dí ragionare su questo e sul serio in vista del futuro, ma magari sbaglio…

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