Scritto dal professor Valter Tucci ed edito da Longanesi, “Il mistero del sonno” scandaglia una delle esperienze più naturali e controverse: il dormire
“Sono cresciuto in una piccola cittadina del Sud Italia, un luogo dove le credenze popolari sono la prima chiave per interpretare il mondo. In particolare, mi hanno affascinato sin dall’infanzia i miti e i racconti popolari legati al sonno, che vedevo rispettato come un momento sacro della notte”
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Per alcuni, è l’unico obiettivo della giornata: arrivare alla sera, sfiancati dal tran-tran quotidiano e ristorarsi con un bel sonno. Per altri, invece, è il momento della disperazione massima perché si fa fatica ad ottenerlo. C’è chi sogna e non ricorda nulla il giorno dopo e chi apre “il libro dei sogni” e spera nella fortuna. Chi non ama dormire in compagnia, chi non chiude occhio senza il suo compagno, chi preferisce la posizione supina o di lato, il materasso a molle o ergonomico. Attorno al sonno e al dormire si sono costruite intere fiabe e tradizioni ma soprattutto è diventato oggetto di studio della scienza del sonno, branca che sta compiendo in questi anni dei passi da gigante.
Ad analizzare in tutta la sua complessità questa conditio sine qua non della nostra vita è Valter Tucci, direttore del laboratorio di Genetica ed Epigenetica del Comportamento dell’IIT di Genova con il libro “Il mistero del sonno” edito da Longanesi.
Un viaggio alla scoperta del dormire come necessità biologica, sociale e scientifica.
“Prima che la scienza del sonno cominciasse a diventare un patrimonio comune, il sonno fungeva da ponte tra il tangibile e l’intangibile, un limen dove si confondevano realtà e fantasia. Tradizioni millenarie lo hanno caricato di significati e funzioni di ogni genere ma, con il tempo, la visione del sonno si è trasformata. Il progresso scientifico ha iniziato a svelare i meccanismi biologici che governano il dormire, spostando l’enfasi dal simbolico al fisiologico“.
Un argomento molto controverso, considerato che gli studi recenti stanno dimostrando che si dorme sempre meno e sempre più male. Nel 1942, ad esempio, meno dell’8% della popolazione affrontava la giornata con al massimo sei ore di sonno: negli ultimi anni lo fa invece una persona su due. Matthew Walker, direttore del Center for Human Sleep Science dell’Università della California ha spiegato che la prima colpevole è “l’elettrificazione della notte”: “La luce danneggia profondamente il nostro sonno. Poi c’è la questione del lavoro: il confine tra quando si comincia e quando si finisce è diventato più vago e nessuno vuole togliere tempo alla famiglia o al divertimento, quindi lo toglie al sonno. E anche l’ansia svolge un ruolo importante. La nostra è una società di persone più sole e più depresse”.
Un argomento che il professor Tucci tocca da scienziato e da uomo e che centra l’obiettivo: “Questo libro è nato anche con la speranza di aumentare la consapevolezza di quanto il sonno sia vitale e fondamentalmente un elemento non negoziabile della nostra esistenza umana“.
Già, non negoziabile. Dillo al capo.

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