Trenord, ma tutto bene?

Caro ragazzo della provincia, ti vedo che sbuffi all’ennesimo annuncio di ritardo. Cara signora del binario otto, lo so che stai discutendo animatamente con una povera trentenne esaurita di quanto sia impossibile oggigiorno prendere un treno ad un costo ragionevole.

Cari tutti, ci siamo rotti le pall:).

Se pensiamo che sui treni e metropolitane passiamo gran parte della nostra esistenza, considerandole praticamente delle case mobili, allora è un po’ come scegliersi una casa che non puzza di muffa e ha le finestre, auspicabilmente.

Eppure noi questo servizio sadico dove per andare a lavorare devi lavorare per poter andare a lavorare non ce lo siamo scelti. Non abbiamo scelto il color turchese della carta da parati del treno e non abbiamo nemmeno scelto le misure della tratta che ci separa dalla casa all’esaurimento.

Ogni giorno ci ficchiamo nei treni stretti come sardine e spendiamo un bel centone per garantirci 1mq di aria da respirare mentre preghiamo che tutti siano in orario. Ecco, il paradosso sta proprio qui: spendere soldoni per andare a lavorare mentre qualcuno lavora di merda per portarci a lavorare.

Avete mai provato ad acquistare un abbonamento poi? Bravi. Ci siete riusciti? Quindici giorni per ricevere una tessera su cui non puoi caricare un abbonamento fino a quando non la ricevi. E quindi io come lo pago questo servizio che preferirei non pagare?

Con un sadismo invidiabile Trenord testa la tua pazienza anche nelle operazioni più comuni, quasi a volersi rendere antipatica per forza.I numeri parlano chiaro: la puntualità media è scesa al di sotto dell’82%, con picchi negativi del 74% nelle ore di punta. Ogni giorno vengono soppresse 94 corse, un aumento drastico rispetto alle 70 del 2019. Questo scenario, unito all’inasprimento delle regole per i rimborsi dei ritardi (ora disponibili solo per ritardi oltre i 15 minuti e su richiesta), esaspera sempre di più.

Ma parliamo poi di contraddizioni. Mentre il servizio peggiora, il compenso dell’amministratore delegato viene incrementato del 20%, raggiungendo 627.000 euro l’anno. Questo nonostante il mancato raggiungimento degli standard minimi di efficienza previsti dal contratto di servizio con la Regione Lombardia. Parallelamente, i costi sostenuti dall’azienda per penalità da inadempienze si sono attestati a quasi 13 milioni di euro nel 2023.

Trenord, ma tutto bene?

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