45 anni di “The Wall” dei Pink Floyd

Il 30 novembre del 1979, 45 anni e qualche giorno fa, vedeva ufficialmente la luce “The Wall” dei Pink Floyd.

Un’opera colossale che è un viaggio tra i dubbi, i traumi e gli spettri di un uomo a confronto con i drammi della storia, con quelli della vita e con le sue domande insolute. C’è anche l’alienazione crescente dei tempi moderni, il ruolo sempre più opaco della scuola e, ovviamente, il distacco ormai insanabile tra pubblico e artista (Montreal ‘77, lo sputo etcetc). Ma c’è anche la distanza tra i membri della band che da lì a poco sarebbe diventata insanabile, fino alla scissione.

E così si eresse il muro…

Un disco epocale, concettualmente e musicalmente, qualcosa da una volta nella vita, partorito dalla mente di Roger Waters, covato per una vita intera, che è oggi più attuale che mai, in una società sempre più dilaniata da spettri che pensavamo sepolti, da guerre in ogni capo del mondo.

Look mummy, there’s an aeroplane up in the sky”…

Quanti aerei volano ancora, portando morte e distruzione in giro per il mondo?

Pensavamo di esseri usciti dal muro, come Pink alla fine del suo viaggio, ma forse c’è ancora tanto da demolire. E ricostruire 

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