Ogni mese il riassunto di un’opera teatrale, per fare bella figura ai date.
Ma di cosa parla L’Amleto?
La pièce si apre con un classico: il re è morto (chi sia stato non si sa!) e il fratello Claudio si è appropriato in tempo record sia del trono che della regina Gertrude. Amleto torna a casa per il funerale del papi e l’atmosfera familiare è più tesa del pranzo di Natale di “The Bear”.
E poi?
Vendetta, vendetta crudele!
Una notte, il fantasma del re si palesa e spoilera tutta la trama: Claudio lo ha avvelenato per usurpare tutto. Amleto giura vendetta, ma invece di passare subito all’azione, inizia a rimuginare. Siamo di fronte al primo caso documentato di overthinking 🙂
Ma che problemi ha?
Essere o non essere, questo è il problema.
Il monologo del secolo: vita o morte? Azione o procrastinazione? Mentre Amleto filosofeggia da vero ricco che non ha un ca:o a cui pensare, decide di fingersi pazzo. Ma è una strategia o sta davvero perdendo il controllo? Shakespeare non ce lo dice, e forse nemmeno Amleto lo sa.
E l’amore tossico c’è?
Oh, fragile amore! Quanto è gelido il tuo respiro.
Tra un complotto e l’altro, Amleto litiga con Ofelia (sì ma… niente di serio). Poi uccide accidentalmente Polonio, il padre di lei, convinto di aver ucciso Claudio, creando un effetto domino letale. Ofelia impazzisce e annega, e suo fratello Laerte torna a corte deciso a farsi giustizia.
Ma quindi è una commedia?
“Il resto è silenzio.”
Nel gran finale succede di tutto: Un duello mortale, calici avvelenati e tradimenti svelati. Nel climax finale, muoiono tutti: Claudio, Gertrude, Laerte e infine Amleto. Il principe riesce a vendicare il padre, ma al costo della sua stessa vita. Si chiude il sipario su una Danimarca distrutta: chi resta a raccontare la storia è Orazio, amico fidato di A. e unico personaggio che sceglie la razionalità.
Noiosino il teatro eh? 🙂

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