Sono le dieci e ventidue e tu ancora non hai scelto un film. Hai più o meno sette abbonamenti e tre persone con cui condividi liste ma ogni sera è sempre lo straziante problema. Cosa guardo?
Potresti dedicarti all’ultima uscita coreana, così stai sul pezzo, o guardare per l’ennesima volta The Office, ma la verità è che vorresti solo che qualcuno scegliesse per te.
Sederti davanti alla tv, accedere al telecomando e… fare zapping.
Quanto manca la tv, con i film in prima serata, i TG catastrofici, le veline e MTV. Soprattutto i film in prima serata, ecco, quelli mancano davvero. Avere chi quella scelta, dall’altro lato di uno schermo, l’ha fatta per te. Ti ha anche dedicato diversi momenti di pubblicità per renderti il tutto più semplice quando devi lavarti i denti.
Quanto manca non doverci pensare, staccare la testa.
E invece tu, stanco dalla giornata, ti metti a leggere le trame dei film su Netflix domandandoti quanto si diverta chiunque le scriva. Ho letto riassunti di film devastanti che intonavano qualcosa tipo: un uomo inizia a camminare e poi a correre. Non si sa perchè, forse è disabile. Infatti poi fa amicizia con un altro disabile.
Per carità è veramente wow, incredibile, avere accesso a così tanti film (di cui alcuni nemmeno ricordi il nome) e serie tv (che vanno avanti per 20 stagioni con sempre lo stesso plot) ma la verità è che questo algoritmo non fa più il mestiere che faceva il direttore dell’intrattenimento. Non ci mette proprio la stessa cura.
Ti propone e ripropone sempre gli stessi titoli, ti raccomanda scelte discutibili solo perché popolari basandosi su comportamenti simili a altri utenti. Analizza sì, ma appiattendo tutto, rendendoci uguali a tutti. Ci ritroviamo a guardare tutti le stesse cose quando avremmo molta libertà di scelta invece, solo perchè così resti sulla piattaforma per più tempo possibile.
Infatti, il tempo di cercare ed è già arrivata l’ora di dormire.
Le signorine buonasera non l’avrebbero permesso. Rivogliamo l’algoritmo del cuore, quello che ad ogni Natale mette una poltrona per due su Italia Uno. Tutti uniti nella stessa rete. Se bisogna soffrire, almeno facciamolo insieme.

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