Basta vampiri, per favore!

Lo avrete letto: Nosferatu è in sala. E se anche tu, vedendo il titolo, hai sospirato con un “Ancora vampiri?”, allora queste righe fanno al caso tuo. Partiamo dal positivo: visivamente, il film è impeccabile. Ambientazioni gotiche che catturano lo sguardo, una fotografia magistrale che gioca con luci e ombre, e un’estetica che omaggia l’originale pur aggiornandolo ai canoni contemporanei. Tuttavia, la narrazione arranca. La trama mescola elementi classici senza introdurre grandi novità, e il ritmo, a tratti, fatica a mantenersi costante. Il vero problema, però, è uno solo: come innovare quando si lavora con un archetipo che il cinema ha spremuto fino all’ultima goccia?

Diciamolo chiaramente: i vampiri sul grande schermo hanno prosciugato ogni riserva di originalità. Da Dracula di Bram Stoker fino ai… “scintillanti” protagonisti di Twilight, i nostri cari mezzimorti hanno subito innumerevoli trasformazioni. Hanno cambiato stili, abiti, filosofie e persino forma: dall’essere il terrore della notte, sono passati a discettare sulla vita eterna con addosso completi firmati, per poi tornare creature gotiche dall’aspetto volutamente repellente.

E non dimentichiamoci la serialità: film, serie TV, spin-off, reboot. È un ciclo senza fine di canini appuntiti e drammi esistenziali. Cambiano i titoli, ma la sostanza resta: o si innamorano dell’umano di turno (che ovviamente “non ha paura di loro perché sono diversi”), oppure combattono clan rivali per motivi che spaziano dalla gelosia al dominio territoriale. A volte, si contendono addirittura il fantomatico Trono di Tenebra. Insomma, sembra che queste creature immortali abbiano più faide di una riunione condominiale.

Caro cinema, possiamo prenderci una pausa dai vampiri? Magari per un secolo o due? Là fuori ci sono mostri dimenticati che aspettano il loro momento di gloria. Tipo i lupi mannari, poveretti: relegati da sempre al ruolo di spalla nei racconti degli altri.

Lascia un commento