Storia di un bambino, di un uomo e di un lieto fine

Il Brunori Sas tour 2025 si appresta a concludersi: è la storia di un bambino, di un uomo e di un lieto fine.

Dario è cresciuto

Dario è cambiato. È sbocciato, s’è fatto grande, è diventato papà e ha perso centimetri importanti sulla pancia. Ora parla al suo pubblico, il popolo brunoriano come lui ama definirlo, permettendosi leggerezza e ironia. Non ha più bisogno di dimostrarsi come il tenebroso e magari scontroso cantautore, con le mani da contadino calabrese in grado di creare poesia da fata. Non ha più bisogno di nascondersi dietro le sue canzoni, di fronte ad un pubblico di pochi, pochissimi curiosi.

Brunori Sas Inalpi Arena Torino

Il tour 2025

Nel suo tour 2025 – iniziato il 14 maggio a Vigevano e che si concluderà il prossimo 31 marzo con la doppietta a Milano – Brunori Sas è diventato un uomo che sa mettersi accanto alle sue canzoni come si fa con gli amici veri. Nella tappa torinese a cui ho partecipato, l’Inalpi Arena era gremita. Sono quei rari, rarissimi momenti, in cui mi sembra ancora possibile che la musica possa salvare il mondo o che, se venisse a trovarci un popolo alieno proprio in quel momento e ci vedesse tutti lì a cantare “La vita pensata”, non sarebbe in pena per noi.

E io torno indietro al 2017

Automaticamente il mio pensiero è andato al 2017.
Pedalavo con la mia bicicletta pieghevole, scomoda e senza grazia, verso l’Arena del Mare di Salerno. Di maestoso, credetemi, c’era solo il nome. Un mucchio di ferri a formare un palco, qualche venditore ambulante di pannocchie e zucchero filato rosa cipria, su un piccolo porto di ingresso della mia città natale. Quello sarà stato il mio terzo concerto. Di certo, il primo da sola.

Non c’era nessuno. Sì e no, di pubblico pagante, una cinquantina. Brunori aveva già all’attivo tre album meravigliosi e in quell’anno aveva fatto uscire “A casa tutti bene” che lo aveva innalzato nettamente di livello dai suoi amici cantautori tutta chitarra ed emozioni. Dalla sua bocca uscivano solo canzoni: non una parola di sprono al suo pubblico, le mani aggrappate al microfono e quell’aria scanzonata di chi ci sta provando.

Ora l’albero delle noci è pieno di frutti

Vedere oggi sold out quasi ogni data nelle arene d’Italia è una soddisfazione quasi intima. Si torna a casa da un suo concerto pieni di ricongiungimento con le cose più essenziali della vita: un amore, un paio di storie di famiglia, la terra. Quella in cui nasci e quella in cui, improvvisamente, diventi uomo e saluti il bambino.

L’albero delle noci di Brunori è pieno di frutti. E dopo aver fatto anche un po’ il coglione, saluta il popolo brunoriano ringraziano la fiamma che muove tutte le cose: sua figlia Fiammetta, quel sole che non smette di illuminare la sua penna e tutte le altre cose.

Si torna a casa con la consapevolezza che abbiamo assistito ad una splendida storia a lieto fine.

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