Avete mai pensato di vendicarvi di quella compagna di scuola veramente str:onza che per nessun motivo vi odiava facendovi perdere la pazienza e anche la dignità?
È la premessa per un teen-movie ma attualmente è un episodio di Black Mirror.
I risvolti psicologici dell’episodio in particolare però (Bête noir, episodio 2 dell’ultima stagione) si fanno sentire parecchio.
Si parla di bullismo, di rivincita, di vendetta, di gaslighting, di rivalità. Insomma, quello che i maschi pensino sia l’amicizia tra donne (e a volte, vi assicuro, lo è davvero).
Quindi più che pensare a quanto pericolosa potrebbe essere la tecnologia creata dalla co-protagonista, che attraverso un computer quantico può cambiare a suo piacimento la realtà (figli dei dati mollati a caso per vedere video di gattini che siamo), questo episodio mi ha letteralmente investita portandomi a un’unica riflessione: come ci portiamo dietro le persone della nostra infanzia?
Le amicizie, i compagni di scuola, forse qualche insegnante.
Cosa ci rimane di quel periodo e, lo abbiamo davvero superato?
Non stento a credere che molti di noi, se ne avessero la possibilità, tornerebbero da quel compagno, quella amica, per regolare dei conti e poter finalmente fare pace con sé stessi. Ma cosa succede quando quelle persone rimangono nella tua vita? Quando trascini amicizie e nemesi accolte in tenera età che crescono su binari diversi?
Il senso di rivincita e di giudizio rimane?
La verità è che se potessimo, tutti prenderemmo in mano lo scettro dell’universo per trasformarlo a nostro piacere, ma alla fine il punto è che tutti abbiamo solamente bisogno di essere visti, come la compagna di classe nerd che diventa la donna più potente al mondo solo per poter dimostrare che lo era già a sedici anni.
E infine, la conclusione rimane: chi ti sei trascinato nella vita? Da chi vorresti tornare e chi avresti voluto portare?
L’importante, è che poi non gliela fai pagare 🙂
PS: L’immagine finale vale tutta la puntata

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