Cosa succede nelle metro di Milano quando ci incastriamo tra le scapole delle frustrazioni altrui, quando decidiamo di prenderci del tempo in più per il caffè, simulando una vita che non ci possiamo permettere? Il tempo, la coscienza e la tranquillità che non abbiamo realmente mai avuto.
Cosa succede nelle metro di Milano quando a farci la guerra siamo sempre e solo noi, tra noi?
Due persone litigano per il diritto al posto. Cosa succede quando ognuno gioca le sue carte e perde empatia? Lei, donna, afferma il suo diritto all’insulto stretta in abbigliamento da ufficio. Lui, uomo, afferma il suo diritto all’aggressività in quanto immigrato.
Lui di origini nord africane, lei di origini brasiliane.
Quando ci si accusa di razzismo, ci si minaccia di morte, solo perché non si ha rispettato il turno di ingresso nel vagone, esternando la propria frustrazione per un sistema che facilita l’incomprensione, che incita la guerra tra poveri, che sostiene l’aggressività in cambio del silenzio.
Perché poi tutti, una volta rientrati a casa, ce ne stiamo in silenzio. Urliamo contro sconosciuti, rabbiosi e accusatori, coscienti di quanto la colpa sia nostra, che ci lasciamo cullare dalla certezza di essere dei numeri.
E così, un semplice litigio in metro diventa specchio di una società: quella in cui un uomo e una donna si urlano in testa in una città che non ha più spazio per il tempo e la comprensione, che partorisce immigrati spaventati e disuguaglianze sempre più evidenti.
Dove chi prende la metro lo fa per vivere una vita che di vita non ha più niente e di anestesia ha tutto.
Qual è il confine che stiamo attendendo, quale notizia sui giornali siamo bramosi di leggere, cosa ci serve per accettare la condizione che abbiamo concesso sommessamente?
Cosa succede nelle metro di Milano e nelle metro di Parigi. Cosa succede quando ci rendiamo conto che il nemico è invisibile e i nostri compagni di viaggio sempre più terrorizzati e accaniti?
Succede che ci si fa lo sgambetto per non tardare. Che ci si aggredisce per affermare il diritto al trasporto. Succede che ci si minaccia perché non si ha altra possibilità che quella di combattere tra galli per chi ci guarda ridendo e scommettendo.
Cosa succede nelle metro quando ci rendiamo conto che è tutto tempo sprecato e che prima o poi anche questo crollerà? Succede che andiamo avanti come robot, attendendo, prima o poi, il cortocircuito.
(Da un episodio di aggressione ingiustificata nella metro di Milano).
Di Elena Bellanova

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