Estate 2025: tante zanzare, poche hit

L’estate 2025 avanza, le zanzare ci sono (quelle non mancano mai), ma il tormentone… dov’è finito?

Forse sbagliamo, ma pare proprio che quest’anno la canzone dell’estate, quella che ti perseguita ovunque – dallo stabilimento balneare alla radio in macchina – non sia mai davvero arrivata.

Qualche nome ci ha provato, per carità: Alfa con “A me mi piace” (che è una cover travestita da hit), Brancale e Amoroso, Annalisa, Anna, The Kolors. Ma nessuno è riuscito a imporsi davvero. Nessun brano che abbia fatto il salto da canzone a fenomeno.

E allora viene da chiedersi: che fine ha fatto il tormentone?
Siamo davvero a corto d’idee? O è il pubblico che si è assuefatto, dopo anni passati a schivare hit spagnoleggianti a colpi di skip?

C’è chi accusa la bulimia musicale dei nostri tempi: esce troppa roba, troppo spesso, senza un vero ritmo stagionale. E c’è chi guarda a Sanremo (o a quello che è diventato), dove molti artisti si giocano ormai le carte migliori.

Intanto, sulle spiagge regna il sottofondo. Senza “Despacito“, senza “Roma-Bangkok“, ma anche senza “Mambo Salentino“, “Vorrei ma non posto” o “Dragostea Din Tei“.
Anzi, a questo punto stiamo quasi per rimpiangere anche le estati in cui bastava una base reggaeton e due parole in spagnolo per far partire la festa: Bailando, Danza Kuduro, Subeme la radio, Tacatà

E volendo scavare un po’ più indietro nel tempo, chi non ricorda gli anni ’80 di “Vamos a la Playa”, “L’estate sta finendo” o “Kalimba de Luna”? Canzoni che magari ci facevano alzare gli occhi al cielo, ma che avevano un’identità, un suono, un’ossessione collettiva.

Oggi, invece, tutto sembra restare a metà. Forse è solo un cambio di gusto, forse è colpa dell’algoritmo o forse davvero ci stiamo dimenticando come si scrive una hit da ombrellone.

Di certo, le zanzare resistono. Ma almeno loro non vanno in radio.

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