Ci sono film che hanno cambiato la storia del cinema. E poi c’è “Lo Squalo” (Jaws per gli amici), che non solo ha fatto la storia, ma ha pure fatto smettere alla gente di fare il bagno senza prima dare un’occhiata sospetta all’acqua, giusto per sicurezza. Spielberg nel 1975 ha tirato fuori dal cilindro quello che sarebbe diventato il primo vero blockbuster estivo: altro che Avengers e saghe miliardarie, qui la star era uno squalo di plastica che funzionava male.
Eh sì, perché il famoso squalo meccanico, costato più di un appartamento in centro, passava più tempo rotto che in acqua. Morale: Spielberg, che era giovane e con più capelli, si ritrovò a girare un film in cui il “mostro” doveva rimanere nascosto. Ed è lì che nacque la magia: niente dentoni in faccia subito, solo la tensione, la paura di ciò che non vedi. E quella colonna sonora di John Williams, due note in croce che però hanno reso paranoici milioni di bagnanti.
Il risultato? Un successo planetario e gente terrorizzata. Cinquant’anni dopo, eccoci qua: dal 1° al 3 settembre, “Lo Squalo” torna nelle sale italiane. Così, se non l’hai mai visto al cinema, puoi vivere l’esperienza completa: buio, sala, schermo gigante, e quella vocina nella testa che ti dice “e se ci fosse qualcosa anche sotto la mia poltrona?”
E per i più coraggiosi, su Disney+ c’è pure il documentario “Jaws @ 50: The Definitive Inside Story”, che racconta tutti i drammi della produzione: lo squalo che affondava da solo, il maltempo che sembrava organizzato dalla concorrenza, Spielberg che già temeva d’ipotecare casa. Dentro ci sono interviste al cast, alla troupe e persino ad attivisti che riflettono sull’impatto culturale del film.
Insomma, mezzo secolo dopo, il vecchio Bruce (così Spielberg chiamava il suo squalo difettoso) è ancora qui, pronto a risalire dagli abissi e ricordarci che il vero terrore non è tanto la bestia… ma il conto che arriva quando decidi di ordinare popcorn, bibita e caramelle al cinema.

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